giovedì 3 dicembre 2009

2° Domenica di Avvento - Anno C


"...Preparate la via del Signore..."
Oggi vorrei soffermarvi solo su questa indicazione suggerita dal Vangelo di Luca che ci accompagna anche in questa seconda domenica di Avvento.
Cosa significa per me preparare la via del Signore? Cosa posso fare concretamente?
Direi che in ogni attività concreta nella quale noi prepariamo qualcosa in occasione di una festa (si di un festa perchè ciò che aspettiamo è la festa nella quale accogliamo il Nostro Signore Gesù) pensiamo a chi verrà, a cosa più gli piace, a cosa più desidera da noi.
Credo che sia questo il sistema migliore per prepararci all'incontro con il Signore che viene e la cui venuta è un motivo di grande consolazione. I cristiani...noi cristiani sappiamo bene che la venuta del Signore è un grande momento di festa e per questa occasione siamo chiamati a preparare la nostra casa nella maniera migliore per accoglierlo.
Questo tempo, quindi, è un tempo di attesa del Dio che viene, del Signore Padre di ogni Grazia e di ogni Misericordia, di ogni nostra vera gioia.
Questo tempo di attesa, perciò nonostante le sofferenze del momento presente che ci turbano e ci gettano nell'angoscia è anche un tempo nel quale possiamo intravedere una nuova luce nell'orizzonte. Possiamo sperare che quella stessa luce illumini il cuore e la mente di ogni uomo e di ogni donna e che soprattutto ci siano uomini e donne che sappiamo "veramente" condividere i dolori e le sofferenze degli amici e dei fratelli.
Preparare la via del Signore, quindi, è vivere nel quotidiano facendosi prossimo di chi sappiamo nel bisogno facendo sentire la nostra presenza prima di tutto con la preghiera ma anche con la presenza di una mano che sa accarezzare le ferite. Se non sapremo fare questo gesto concreto (magari diciamo di non abbiamo tempo), credo proprio che vana è la nostra fede. Le opere, infatti, sono la misura concreta della nostra fede. Spero e prego che il Signore sappia donare a ciascuno di noi quella luce che illumini il nostro quotidiano aprendo i nostri occhi sulle sofferenze e sul dolore dell'uomo che ci vive accanto, dell'uomo concreto. Le prediche lasciamole stare, le belle parole fatte di intenzioni (per gli altri) non dimostrano la nostra fede. La nostra fede ha bisogno di opere concrete di fatti, insomma.
Buon cammino di Avvento a tutti.

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