
giovedì 19 novembre 2009

giovedì 12 novembre 2009
Pregare insieme
Celebrando le lodi di questa mattina abbiamo pregato, tra l'altro con il Salmo 142 che qui sotto riporto. So bene che ciascuno lo conosce molto bene ma lo riporto oggi perchè lo sento fortemente in me in queste ore e desidero condividerlo con voi tutti. Un abbraccio di paceSalmo 142
1 Salmo. Di Davide.Signore, ascolta la mia preghiera,porgi l'orecchio alla mia supplica,tu che sei fedele,e per la tua giustizia rispondimi.
2 Non chiamare in giudizio il tuo servo:nessun vivente davanti a te è giusto.
3 Il nemico mi perseguita,calpesta a terra la mia vita,mi ha relegato nelle tenebre come i morti da gran tempo.
4 In me languisce il mio spirito, si agghiaccia il mio cuore.
5 Ricordo i giorni antichi, ripenso a tutte le tue opere, medito sui tuoi prodigi.
6 A te protendo le mie mani, sono davanti a te come terra riarsa.
7 Rispondimi presto, Signore, viene meno il mio spirito. Non nascondermi il tuo volto, perché non sia come chi scende nella fossa.
8 Al mattino fammi sentire la tua grazia, poiché in te confido. Fammi conoscere la strada da percorrere, perché a te si innalza l'anima mia.
9 Salvami dai miei nemici, Signore, a te mi affido.
10 Insegnami a compiere il tuo volere, perché sei tu il mio Dio. Il tuo spirito buono mi guidi in terra piana.
11 Per il tuo nome, Signore, fammi vivere, liberami dall'angoscia, per la tua giustizia.
12 Per la tua fedeltà disperdi i miei nemici, fa' perire chi mi opprime,poiché io sono tuo servo.
martedì 10 novembre 2009
Le Parole eterne del Figlio

XXXIII Domenica del Tempo Ordinario - Anno B
Mc 13, 31 -
"Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno".
Quando anche questo mondo giungerà alla fine dei suoi giorni le Parole del Signore continueranno a vivere, continueranno a incidere (per chi vuole ascoltarle) un segno profondo nel cuore e nell'anima.
Questa realtà è inscritta in un disegno di eternità che delinea una prospettiva di futuro capace di scuotere il nostro assurdo presente. Questa vita che viviamo nella sofferenza la possiamo trasformare, la possiamo, cioè, guardare con occhi diversi. In questo ci aiuta il Signore che ci parla attraverso Parole ed Eventi. Ogni sua Parola e ogni cosa che siamo chiamati a vivere dobbiamo considerarlo un messaggio e un suggerimento per orientare la nostra vita.
Ciò non è facile. Non è facile perchè le regole sociali di questo mondo vogliono "obbligarci" a vivere in altro modo. Il Signore, invece, ci fa una proposta di vita diversa dove c'è un ribaltamento della realtà; c'è un cambio di prospettiva che ci fa leggere la vita sotto un'altra luce. Ma come facciamo ad essere sicuri?
Tutto si gioca in termini di fiducia e, quindi, di fede nel Signore e nella sua Parola. Parola che è "per sempre", per l'eternità. L'invito è quindi quello di ascoltare la sua Parola meditandola nel silenzio perchè possa aprire i nostri orizzonti su scenari nuovi e inediti.
martedì 3 novembre 2009
lunedì 2 novembre 2009
Santità
lunedì 5 ottobre 2009
Un Papa "nero"
Un Papa "nero" é solo una ipotesi e già è rimbalzata tra i vari media solleticando attenzioni. Mi chiedo ma cosa c'è di strano? Credo veramente nulla ma il clamore che la frase del cardinal Turkson sta destando da un lato non mi stupisce dall'altra mi conferma quale è la realtà della nostra situazione socio-culturale.
Turkson è ghanese come del Ghana è anche Kofi Annan già segretario generale dell'Onu; di origine africana, viene sottolineato, è ancbe Obama...
Io proverei a ragionare soprattutto in termini di Spirito Santo. Mi sembra più appropriata questa chiave di lettura che qualche altra ma "il mondo" ci prova sempre a dire (e a scrivere) la propria "versione" nella coscienza degli uomini.
Mi piace anche ricordare che la riconsegna del diaconato alla Chiesa nel corso del Concilio Vaticano II ha avuto tra le sue ragioni anche un certo legame con l'evangelizzazione dell'Africa. Tutto ciò per dire che dobbiamo essere aperti a ogni indicazione dello Spirito, la Chiesa e la sua sempre più ampia mondializzazione forse può aiutare veramente un ritorno alle orgini che, nella Tradizione, favorisca la diffusione del Vangelo a tutti gli uomini.
Bello, però, questo inizio del Sinodo dell'Africa...
martedì 22 settembre 2009
La prolusione di Bagnasco: tutta da leggere.

"Venerati e amati Confratelli,
per crucem ad lucem: questa incontrovertibile e consolante regola della vita cristiana ha segnato con inopinata evidenza pubblica gli esordi del nuovo anno pastorale: è ancora vivo in noi infatti un passaggio amaro che, in quanto ingiustamente diretto ad una persona impegnata a dar voce pubblica alla nostra comunità, ha finito per colpire un po’ tutti noi: la gravità dell’attacco non può non essere ancora una volta stigmatizzata, come segno di un allarmante degrado di quel buon vivere civile che tanto desideriamo e a cui tutti dobbiamo tendere. La telefonata che il Santo Padre ha avuto la bontà di farmi, per raccogliere notizie e valutazioni sulla situazione contingente, e le parole di grande benevolenza che egli ha riservato al nostro impegno, ci hanno non poco confortato. Seguendo la sapienza della Croce, liberi da interpretazioni estranee alla logica della Chiesa e nel rispetto delle persone, tutto acquista una prospettiva diversa, e le tribolazioni – che pur non cerchiamo – diventano il germe misterioso di salvezza e di bene già in questa vita e poi per l’eternità. Questa consapevolezza, che è fonte di consolazione, non va però equivocata: la Chiesa è in questo Paese una presenza costantemente leale e costruttiva che non può essere coartata né intimidita solo perché compie il proprio dovere: «Quando i cristiani sono veramente "lievito", "luce" e "sale" della terra, diventano anche loro (…) "segno di contraddizione"» (Benedetto XVI, Omelia nella Basilica di San Bartolomeo all’Isola Tiberina, 7 aprile 2008). La coerenza tra la fede e la vita è tensione che attraversa e invera il cristianesimo, ed è in un certo qual senso la misura della sua sincerità: su questo davvero non possiamo accettare confusione, tanto meno se condotta con intenti strumentali o per perseguire obiettivi che nulla hanno a che fare con un rinnovamento complessivo della società in cui viviamo. Non ci manca peraltro la fiducia che, «facendo la nostra piccola parte, nella fedeltà alla vocazione che ciascuno ha ricevuto, contribuiremo a rendere diritte le vie del Signore e a salutare l’alba del suo Regno» (Benedetto XVI, Discorso sul monte Nebo, 9 maggio 2009). In questo orizzonte di fede, la Chiesa respira sempre – in qualunque circostanza – l’aria luminosa, serena e corroborante della Pasqua".



