martedì 5 febbraio 2008

Nel Triveneto anche i Diaconi potranno avere cura d'anime



Si intitola “Diaconato permanente nelle Chiese del Triveneto” la nota pastorale emanata dai vescovi della Conferenza episcopale triveneta in questi giorni e in risposta alla domanda di indirizzo nata a partire dalla vita concreta delle varie diocesi.
Per i Vescovi del Triveneto nelle parrocchie ove non sia possibile la presenza costante di un presbitero la cura pastorale potrà essere affidata ad un Diacono. Questa possibilità si sta già prospettando in alcune Diocesi.
Nella regione ecclesiastica triveneta la realtà del diaconato permanente coinvolge 270 persone (la maggior parte delle quali coniugate) più altre 90 tra aspiranti e candidati al diaconato: tra le varie diocesi del Triveneto spiccano in particolare i 31 diaconi presenti a Padova, i 27 di Venezia, i 26 di Verona e i 25 di Udine e Vicenza.
“Le Chiese del Triveneto - è scritto nella nota -, consapevoli di accogliere un dono dello Spirito, ormai da lunghi anni hanno avuto modo di sperimentare, con gioiosa gratitudine, la presenza del diaconato permanente”. Con tale intervento i vescovi intendono ora “individuare delle linee comuni che, mentre attuano fedelmente le indicazioni anche recenti del Magistero, cercano di rispondere in modo concreto alla sensibilità e alle esigenze specifiche delle nostre comunità”.
Il testo si sofferma sul discernimento, sulle modalità e sui contenuti del cammino di formazione dei candidati e dei diaconi. La nota tratta inoltre del ministero del diacono e dei suoi ambiti privilegiati di esercizio che, in relazione alle diverse competenze che un diacono può assumere, dovrà sempre tenere conto “del ministero tipico della diaconia che è il servizio della carità”.
In questo quadro sottolineo gli ambiti di servizio che Vescovi del Triveneto intendono privilegiare: Le Chiese del Triveneto, aperte ad ogni legittima espressione ministeriale del Diacono, intendono privilegiare i seguenti uffici:
Cooperatore parrocchiale all’interno di comunità in cui già operi il parroco da solo o con altri presbiteri oppure affidate in solidum a più presbiteri. Oltre ai compiti e ai ministeri consueti del Diacono, gli possono essere assegnati specifici ambiti di competenza all’interno della pastorale parrocchiale, determinati dal decreto di nomina e precisati nel progetto pastorale parrocchiale. Nello svolgimento di tali compiti, rapportati realisticamente alla situazione personale, familiare e professionale dei diaconi, si è attenti affinché non vengano relegati a impegni marginali, a funzioni meramente suppletive.
Ministero diocesano: oltre agli uffici propriamente ecclesiastici che possono essere affidati ai ministri ordinati non presbiteri nella curia e negli organismi diocesani, può assumere particolare rilievo il ministero diaconale nell’ambito di settori specifici della pastorale diocesana o interparrocchiale, ad esempio la pastorale della solidarietà, dei gruppi etnici, della famiglia, del mondo del lavoro, della salute, ecc.
In alcune Diocesi, si sta prospettando che una parrocchia dove non sia possibile la presenza costante di un presbitero, venga affidata alla cura pastorale di un Diacono alle condizioni previste dal can. 517 § 2.

Le Chiese del Triveneto e i loro responsabili si impegnano a custodire i diversi ambiti perché il Diacono possa acquisire una sua identità e non diventare palliativo alla carenza di preti.

Circa l’ambito dell’esercizio del ministero diaconale si evidenzia che il Diacono è a servizio della Diocesi e deve quindi essere disponibile alla mobilità, secondo la missione che il Vescovo gli affiderà.

C’è da tener presente come la scarsa conoscenza che i fedeli delle Chiese del Nord-Est hanno di questo sacramento esiga un forte impegno per far comprendere alle comunità cristiane cos’è veramente il diaconato. Tale comprensione potrà realizzarsi favorendo nelle nostre comunità la comunione come sinodalità e missionarietà.
Credo che si tratti di una nota pastorale molto importante e che indica un cammino significativo per il diaconato. Un cammino che implica anche una forte responsabilità anche dei diaconi chiamati a servizi di cura pastorale.

5 commenti:

julo d. ha detto...

La cosa era già fatta da tempo. Nella diocesi di Udine da anni ci sono alcuni diaconi che fanno da amministratori parrocchiali (e lo stesso avviene anche in altre diocesi italiane, non solo nel triveneto).
Inoltre un paio d'anni fa la convenzione tra la regione Friuli-Venezia Giulia e le diocesi regionali aveva già stabilito che l'assistenza religiosa nelle strutture sanitarie regionali poteva essere svolta non solo da presbiteri, ma anche dai diaconi.

Pace e benedizione
Julo d.

Pievic ha detto...

Carissimo Vincenzo, ho letto con interesse la nota pastorale dei Vescovi del Trivento. Sono convinto che ormai anche la nostra Arcidiocesi abbia necessità di utilizzare in modo piu' specifico il ruolo del diacono. Un consiglio mi sentirei però di darlo: prima di buttarlo per così dire " nella mischia" darei la possibilità di operare in modo più completo nelle parrocchie dove attualmente sono inseriti.
Fraterni saluti
Piero

vincenzo ha detto...

Un grazie a Piero per la sua riflessione che è il frutto di un laico che da anni è in "servizio" nella sua parrocchia. Il suo è un suggerimento da tenere in considerazione e che invita anche gli stessi diaconi a riscoprire la propria vocazione di "servi" e cioè di coloro i quali danno visibilità concreta all'amore di Gesù per l'uomo. vincenzo

Anonimo ha detto...

Che bello!peccato che non in tutte le diocesi sia cosi,annzi io faccio parte di una diocesi dove il diacono non è considerato."Sono diacono dal 2000 hò servito 3 parrocchie prive di sacerdote per 9 anni ed ora sono in una parrocchia di città dove sono presenti 3 sacerdoti,svolgo compiti marginali".fraternamente in Cristo un abbraccio.

Anonimo ha detto...

NOn e' una novita' il diaconato serve solo quando "hanno di bisogno" dopo di che ti scaricano come una scarpa vecchia....altro che scrivere: ai diaconi non devono essere affidati compiti marginali....
L'invidia e la gelosia sono comuni anche nel clero....ma pazienza!!
Continiuamo a servire nel nome di Gesu' servo (no capo mi raccomando!!!)