Il blog è dedicato ai diaconi permanenti italiani ma è aperto a tutta la Chiesa e non solo. I diaconi in Italia sono circa 3500 e svolgono un ministero che il Concilio Vaticano II ha voluto ripristinare. Anche i diaconi hanno qualcosa da dire e da...ascoltare.
mercoledì 7 gennaio 2009
San Pietro Apostolo è la mia "nuova" parrocchia
venerdì 26 dicembre 2008
Oggi ho ricevuto il nuovo mandato.
Questa mattina, come annunciato nei giorni scorsi, il mio Arcivescovo S.E. Mons. Fabio Bernardo D'Onorio, ha conferito ai diaconi e quindi anche a me il nuovo mandato. venerdì 19 dicembre 2008
Cambio parrocchia e inizio un nuovo ministero

venerdì 7 novembre 2008
29 nuovi diaconi a Napoli

giovedì 16 ottobre 2008
In memoria di Giovanni Paolo II
Esattamente trenta anni fa, il 16 ottobre 1978, il Cardinale Wojtyla diveniva Giovanni Paolo II. Vorrei, oggi, farne memoria riproponendo qualche stralcio del suo discorso durante il giubileo dei diaconi permanenti nel febbraio 2000, tenuto nell'aula Paolo VI alla presenza della venerata reliquia del diacono martire S. Lorenzo. Questo discorso è anche l'ultimo, importante, intervento del magistero sul diaconato permanente.
La missione, almeno quanto ad intenzione e passione, deve urgere nel cuore dei sacri ministri e sospingerli fino al dono totale di sé. Non arrestatevi davanti a nulla, proseguite nella fedeltà a Cristo, seguendo l'esempio del diacono Lorenzo, la cui venerata ed insigne reliquia avete voluta qui, per questa occasione. Anche ai nostri tempi non mancano persone che Dio chiama al martirio cruento; molto più numerosi, però, sono i credenti sottoposti al ”martirio“ dell'incomprensione. Non si turbi il vostro animo per le difficoltà ma, al contrario, cresca nella fiducia in Gesù che ha redento gli uomini mediante il martirio della Croce
Cari diaconi inoltriamoci nel nuovo millennio insieme a tutta la Chiesa, che spinge i suoi figli a purificarsi, nel pentimento da errori, infedeltà, incoerenze, ritardi. I primi ad offrire l'esempio non potrebbero non essere i ministri ordinati: Vescovi, Presbiteri, Diaconi. Questa purificazione, questo pentimento sono da intendersi soprattutto in riferimento a ciascuno di noi personalmente. Vengono interpellate in primo luogo le nostre coscienze di sacri ministri operanti in questo tempo.
Cari Diaconi alcuni di voi sono forse affaticati per gli impegni gravosi, per la frustrazione a seguito di iniziative apostoliche non riuscite, per l'incomprensione di molti. Non perdetevi di coraggio! Abbandonatevi fra le braccia del Cristo: Egli vi ristorerà. Sia questo il vostro Giubileo: un pellegrinaggio di conversione a Gesù.”
domenica 14 settembre 2008
don francesco è parroco di san biagio v.m. di Marina di Minturno
Da oggi 14 settembre 2008, don Francesco Guglietta è il nuovo parroco di San Biagio Vescovo e Martire a Marina di Minturno (Comune di Minturno). Sono appena tornato dalla celebrazione presieduta da S. E. Mons. Fabio Bernardo D'Onorio alla quale hanno preso parte anche diversi sacerdoti e diaconi.Anche don Francesco ha il suo diacono. Si chiama Rodolfo e già da diversi anni svolge il suo ministero in questa parrocchia.
Il rito è stato suggestivo e solenne. Impeccabile il servizio liturgico curato dal cerimoniere don Antonio Centola e da alcuni seminaristi. Il Vescovo, da Pastore, è stato attento e premuroso verso i fedeli assicurando la sua filiale protezione e benedizione. Mi hanno emozionato le parole di saluto di don Francesco che in questi giorni ha fatto visita al cimitero di Minturno dove sono sepolte le spoglie dei precedenti parroci: don Silvio e don Luigi. Don Francesco ha poi presentato le due chiavi di lettura con le quali interpreterà il suo ministero in San Biagio. Primo, il segno di Gesù Cristo; secondo, l'amicizia. "Voglio diventare vostro amico" ha ripetuto a più riprese "e lo voglio essere -ha proseguito- per i giovani, gli adulti, i nonni, le famiglie ecc... Un'altra attenzione sarà quella verso i poveri...". Anche a questo ingresso sono andato non da solo. Oltre a Franca c'erano anche Domenico e Lucia. A don Francesco e alla sua nuova comunità desideriamo augurare ogni bene.
don Natalino è parroco di san michele in Campodimele
In questa immagine scattata questa mattina potete vedere don Natalino Di Rienzo e il suo diacono Rocco Zannella. Una bella coppia, non c'è che dire.Da oggi, 14 settembre 2008, don Natalino è il nuovo parroco di San Michele Arcangelo in Campodimele. Il paesino conta circa 6-700 abitanti ma è molto bello e la sua notorietà ha travalicato i confini nazionali. Infatti, tutti lo conoscono come il paese della longevità e, spesso, è finito sui quotidiani, sulle riviste e in tv.
Da oggi, dicevo, don Natalino è il parroco dell'unica parrocchia di questo paese che è anche classificato tra i "borghi" più belli d'Italia.
A don Natalino, che conosco da tanti anni, i miei più sinceri ed affettuosi auguri. A me si unisce tutta la mia famiglia Franca, Domenico e Lucia. Gli vogliamo un gran bene. E' un presbitero che, in umiltà, sa farsi prossimo di tutti quanti incontra sulla strada e, per dirla tutta, è un presbitero con la "P" maiscola. A questo punto don Natalino con il suo sorriso simpatico e accattivante direbbe: "Non so se mi spiego".
Stamattina alle 11.00 non potevo mancare a questo appuntamento con la storia della parrocchia di San Michele in Campodimele e della vita di don Natalino. Anche lui non è mai mancato, da quando lo conosco, alle cose importanti della vita della mia famiglia. Di questo lo ringrazio. Lo ringrazio per la sua vicinanza e la sua attenzione. Di questi tempi non è facile trovare presbiteri come lui. Ma grazie a Dio ci sono e, credo, che ce ne siano tanti altri.
A Campodimele, che dista dal mio paesino circa un'ora di macchina, sono andato con Franca. Con noi c'era anche don Luigi (il cappellano dell'Ospedale di Formia). (Sapete anche Lui -don Luigi- è un grande). La celebrazione è stata presieduta dal nostro Arcivescovo S.E. Mons. Fabio Bernando D'Onorio che sta dando un impulso nuovo alla nostra Chiesa. Prego perchè il Signore continui a guidare le sue decisioni. Don Natalino prende il posto del cugino, anche lui presbitero. Si chiama don Francesco e questa sera alle 18.30, don Francesco farà il suo ingresso come parroco nella parrocchia di San Biagio Vescovo e Martire di Marina di Minturno. Sarò presente anche a questo appuntamento e spero di scattare qualche foto per raccontarvi come è andata. Ancora una cosa. Belle e scoppiettanti le parole che don Natalino ha detto alla fine della celebrazioni. Molto toccante l'affidamemto del suo ministero in questa parrocchia al papà (defunto) e al cugino Germano (scomparso poco più di un mese fa a causa di una grave malattia).
Buon ministero don Natalino e Forza .....(come dici sempre tu).
lunedì 7 gennaio 2008
La funzione del diacono

Sul numero 147 della Rivista "il diacononato in Italia", periodico bimestrale a cura dell Comunità del diaconato in Italia è stato pubblicato un contributo di Bart j. Koet dal titolo: "Diaconi: tappa di una carriera?".
Lo scritto di Bart è molto interessante in quanto analizza il libro di Gibaut dedicato alla ricostrizione del diaconato e contemporameamente sollecita una più ampia riflessione sul ministeri dei diaconi, sulla loro funzione, sui compiti evidenziando che si tratta di una figura a se stante e autonoma nell'ambito dell'organizzazione della Chiesa. Dalla ricostruzione storica, suffragata, da una serie articolata e ampia di documenti risulterebbe che la figura del diacono ha una propria connotazione distinta da quella del presbitero. Lo stesso Gibaut cita diaconi eletti papi, di diaconi cardinali, l'ultimo dei quali il cardinal Teodolfo Mertel vissuto fino al 1899 non era presbitero e si recava a messa accompagnato dal suo segretario. Perfino il Cardinale Giacomo Antonelli (1808-1876) segretario di stato di Pio IX è un esempio di Cardinale diacono non presbitero. "IL tentativo di Gibaut di offrire un contributo alla restaurazione del diaconato-scrive Bart j. Koet- è stato, a mio avviso, efficace". Poi si chiede "Quale era, a quel tempo, il proprium del diaconato?...il diacono era per molti aspetti l'uomo di fiducia del vescovo, tanto che nei primi secoli egli poteva anche diventare il primo nella sua successione". L'invito allora è: "Cercare di nuovo le radici può fare ispirazione al rinnovamento di un diaconato che ritrova il diretto legame con le sue fonti". Una bella sfida da accogliere e rilanciare per dare corpo e visibilità ad un dibattito forte su una questione che ritengo importante per il futuro della Chiesa.
domenica 28 ottobre 2007
S.E. Mons. Bernardo Fabio D'ONORIO Arcivescovo di Gaeta


Un gesto semplice ma fortemente significativo come tutto nella Chiesa dove i segni sono simboli e i simboli sono capaci di trasmettere contenuti densi di profondi significati che, a volte, le parole nemmeno riescono a rendere.
Poi, preceduto dai ministranti, dai seminaristi dai diaconi e dai presbiteri, S.E. Mons. Bernardo Fabio D'Onorio è ritornato in Piazza Caboto dove ha avuto luogo la solenne celebrazione eucaristica alla quale hanno preso parte ben nove Vescovi del Lazio. Tra questi i due emeriti di Gaeta, S.E. Mons. Vicenzo Farano e S.E. Mons. Pier Luigi Mazzoni.
La celebrazione è stata sobria e solenne nello stesso momento e si è conclusa con l'offerta di un cero all'icona della Madonna da parte del vice sindaco di Gaeta al quale è seguito un breve ma intenso momento di preghiera.
sabato 22 settembre 2007
Il Messaggio di Mons. D'Onorio ai fedeli

Il messaggio dell'arcivescovo di Gaeta al popolo di quella diocesi. «Alla Chiesa di Gaeta: Pace a voi. E' questo l'augurio grande e carico di ogni bene che Gesù, proprio nel giorno della sua Resurrezione, volle rivolgere ai discepoli, suoi amici. E questo vuol essere il mio primo saluto augurale a tutti della antica e veneranda Chiesa che è in Gaeta, irrorata dal sangue dei martiri Erasmo e Marciano. Il Papa
Benedetto XVI mi manda a voi e il Concilio Vaticano II ricorda che il Vescovo, in modo eminente e visibile, agisce nella persona dello stesso Cristo, pastore e sacerdote eterno. Con san Paolo ripeto che ho vivo desiderio di vedervi per comunicarvi qualche dono spirituale perché ne siate fortificati, o meglio, per rinfrancarmi con voi mediante la fede in Cristo, che abbiamo in comune: infatti per voi sono vescovo, con voi sono cristiano e quinti tutti impegnati a rendere sempre più splendente e credibile la nostra Chiesa diocesana. Verrà allora a voi come Cristo buon Pastore per rinvigorire la vostra secolare fede cristiana per sollecitarvi ad essere assidui nell'ascoltare la Parola del Signore, il Vangelo, e nell'unione fraterna, nella frazione del pane eucaristico e nelle preghiere. E tutto ciò che interessa l'uomo nel sociale interessa anche la Chiesa e sollecita la premura e t'attenzione del Vescovo. Accoglietemi come padre, come fratello, come amico. Insieme vogliamo annunziare, celebrare e testimoniare Gesù, Salvatore di tutti gli uomini: questa grazia ce la ottengano Maria Santissima della Civita, i santi Patroni Erasmo, Marciano e Benedetto, patrono d'Europa».
Al nostro amato Mons. Pier Luigi Mazzoni, Arcivescovo emerito di Gaeta giunga, invece, il nostro ringraziamento per quanto ha fatto per tutta la Comunità Diocesana.