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mercoledì 7 gennaio 2009

San Pietro Apostolo è la mia "nuova" parrocchia

L'accoglienza organizzata da don Elio parroco di San Pietro Apostolo in Minturno non poteva essere migliore. Cordiale, affabile, gentile e pieno di attenzioni, don Elio mi ha accolto con grande gioia facendomi sentire già a "casa". Non capita sempre così e la cosa, naturalmente, mi ha fatto molto piacere. La stessa Comunità ha partecipato alle tre celebrazioni alle quali sono stato presente con calore e manifestando la propria gioia.
Nella Parrocchia di San Pietro Apostolo in Minturno, antica diocesi poi soppressa, ci sono quattro celebrazioni domenicali. La prima alle 8.30 nella Chiesa della Libera in località Fontana Perelli, la seconda nella Chiesa dell'Annunziata alle ore 10.00, la terza e la quarta, nella Chiesa Parrocchiale di San Pietro Apostolo rispettivamente alle 11.30 e alle 18.00. Sono stato presente alle celebrazioni delle 8.30, delle 10.00 e delle 18.00. In quest'ultima celebrazione il parroco don Elio Persechino mi ha formalmente consegnato il decreto dell'Arcivescovo che mi destina a San Pietro Apostolo in Minturno e che mi conferma il servizio nella Comunicazioni Sociali. A conclusione ha organizzato, insieme alla Comunità, anche un piccolo rinfresco. Che dire? Sicuramente sono di fronte ad una situazione nuova che ho accolto veramente con grande disponibilità. In fondo si tratta di una nuova esperienza, la prima fuori dalla mia parrocchia come diacono. E' una realtà, per me nuova e della quale so ben poco. Nella Comunità però ci sono alcune persone che conosco. Che farò? Mi metterò d'impegno per offrire il mio servizio diaconale dove e nei modi nei quali mi sarà chiesto. Progetti? Uno solo, fare la mia parte per contribuire a costruire una comunità solidale che sappia mettere al primo posto la Carità (nel senso più ampio). I frutti? Quelli che il Signore vorrà permettere. Da parte mia vorrei vivere il quotidiano, la ferialità e l'ordinario nel miglior modo possibile. Intanto da giovedì 15 gennaio, inizio con Franca il cammino di preparazione per il matrimonio. Don Elio mi ha anche detto che dovrò cercare di seguire anche la catechesi, e poi.... Spero che anche i miei confratelli diaconi che sempre ieri sono stati presentati alle nuove rispettive comunità di destinazione abbiamo accolto questa missione come segno dell'amore e della premura del Signore che guida i nostri passi per il nostro bene.

venerdì 26 dicembre 2008

Oggi ho ricevuto il nuovo mandato.

Questa mattina, come annunciato nei giorni scorsi, il mio Arcivescovo S.E. Mons. Fabio Bernardo D'Onorio, ha conferito ai diaconi e quindi anche a me il nuovo mandato.
Io sono stato inviato presso la Parrocchia di San Pietro Apostolo già Cattedrale della antica Diocesi di Minturno poi soppressa per essere unita a quella di Gaeta. Oltre a questo servizio l'Arcivescovo ha inteso riconfermarmi la direzione dei programmi di Radio Civita (emittente radiofonica diocesana) e l'impegno a collaborare nel Servizio Comunicazioni Sociali. Insomma il da fare non mi mancherà. Questa giornata è molto significativa anche perchè l'Arcivescovo nella sua omelia ha evidenziato come i compiti dei diaconi si articolano su due fronti principali. Il primo è quello dell'annuncio e il secondo è quello di presiedere alla carità. Due aspetti di grande interesse e che delineano un'orizzonte suggestivo e per molti versi inedito in un panorama spesso punteggiato da segni di incertezza e dubbio. Ora nella nostra diocesi c'è un indirizzo più chiaro e si coglie un'attenzione che è di grande conforto per i diaconi. Il nuovo mandato, infatti, ci è stato conferito dopo il rinnovo delle promesse dell'ordinazione e dopo una benedizione che emula quella che il Pastore diocesano impartisce in occasione dell'ingresso dei presbiteri nelle parrocchie loro affidate. Anche questo un segno profetico.
Che dire? Dico che io e tutti i miei confratelli diaconi della diocesi di Gaeta abbiamo, adesso, una responsabilità ancora maggiore in quanto con questo mandato pubblico c'è stato anche un riconoscimento pubblico mai accaduto prima.
Chiedo perciò a tutti gli amici del blog di pregare perchè questo progetto della Chiesa di Gaeta possa realizzarsi nel miglior modo possibile in adesione ai disegni imperscrutabili che il Signore ispira nei modi e nelle forme che solo Lui conosce.


venerdì 19 dicembre 2008

Cambio parrocchia e inizio un nuovo ministero


Rendo Grazie al mio Vescovo Mons. Fabio Bernardo D'Onorio che mi consente di obbedire alla volontà del Padre che si è fatto presente attraverso il Suo discernimento. E' una gioia profonda dire "eccomi" ed è quello che è accaduto a me e a tutti i diaconi della Chiesa che è in Gaeta.
Nelle scorse settimane, infatti, il nostro Arcivescovo, dopo aver provveduto ad un primo avvicendamento dei sacerdoti diocesani (circa 10 presbiteri hanno saputo dire il loro "eccomi" al Vescovo) è ora la volta dei diaconi. A 20 diaconi su 26, l'Arcivescovo ha chiesto un servizio in un'altra parrocchia e tutti hanno risposto "eccomi". E' veramente una gioia avere la possibilità di accogliere la volontà della Chiesa e fare ciò che la Chiesa chiede di fare. I diaconi all'unisono hanno colto questa straordinaria opportunità e la stanno vivendo con uno spirito di profonda comunione ecclesiale. Un esempio di disponibilità e di "obbedienza" che attesta il grande amore per la Chiesa che i diaconi esprimono nella concretezza del quotidiano.
Il progetto dell'Arcivescovo Mons. D'Onorio è stato ufficializzato nei giorni scorsi dopo una condivisione prima con i diaconi e poi con i parroci di provenienza e di destinazione. Successivamente la comunicazione ha raggiunto il Consiglio dei Presbiteri e i Consultori. Al fine di dare maggiore solennità all'evento che è un fatto nuovo per la Chiesa diocesana di Gaeta, l'Arcivescovo ha voluto che il mandato fosse pubblico e conferito all'interno di una solenne celebrazione eucaristica nel giorno di Santo Stefano, diacono e martire, alle ore 11.00 nella Chiesa di San Nilo in Gaeta.
Pur essendo stato chiamato, come tutti i confratelli a lasciare la parrocchia di orgine, nella quale sono cresciuto e nella quale ho svolto il mio primo anno e mezzo di ministero diaconale assaporo la gioia di un'attenzione e di una premura che sostiene il diaconato e i diaconi nel loro servizio alla Chiesa e ne rendo grazie a Dio.

venerdì 7 novembre 2008

29 nuovi diaconi a Napoli


Il nostro amico Carlo de Cesare ci ha fatto pervenire la notizia che sabato 22 novembre prossimo il cardinale Crescenzio Sepe ordinerà nella Cattedrale di Napoli ben 29 nuovi diaconi.

Nell'invitare tutti a pregare per questo nuovo evento di grazie formuliamo ai chiamati

giovedì 16 ottobre 2008

In memoria di Giovanni Paolo II

Esattamente trenta anni fa, il 16 ottobre 1978, il Cardinale Wojtyla diveniva Giovanni Paolo II. Vorrei, oggi, farne memoria riproponendo qualche stralcio del suo discorso durante il giubileo dei diaconi permanenti nel febbraio 2000, tenuto nell'aula Paolo VI alla presenza della venerata reliquia del diacono martire S. Lorenzo. Questo discorso è anche l'ultimo, importante, intervento del magistero sul diaconato permanente.


“Carissimi diaconi! ... Siate attivi apostoli della nuova Evangelizzazione portate tutti a Cristo! Si dilati, grazie anche al vostro impegno, il suo Regnò nella vostra famiglia, nel vostro ambiente di lavoro, nella parrocchia, nella Diocesi, nel mondo intero!
La missione, almeno quanto ad intenzione e passione, deve urgere nel cuore dei sacri ministri e sospingerli fino al dono totale di sé. Non arrestatevi davanti a nulla, proseguite nella fedeltà a Cristo, seguendo l'esempio del diacono Lorenzo, la cui venerata ed insigne reliquia avete voluta qui, per questa occasione. Anche ai nostri tempi non mancano persone che Dio chiama al martirio cruento; molto più numerosi, però, sono i credenti sottoposti al ”martirio“ dell'incomprensione. Non si turbi il vostro animo per le difficoltà ma, al contrario, cresca nella fiducia in Gesù che ha redento gli uomini mediante il martirio della Croce
Cari diaconi inoltriamoci nel nuovo millennio insieme a tutta la Chiesa, che spinge i suoi figli a purificarsi, nel pentimento da errori, infedeltà, incoerenze, ritardi. I primi ad offrire l'esempio non potrebbero non essere i ministri ordinati: Vescovi, Presbiteri, Diaconi. Questa purificazione, questo pentimento sono da intendersi soprattutto in riferimento a ciascuno di noi personalmente. Vengono interpellate in primo luogo le nostre coscienze di sacri ministri operanti in questo tempo.
Cari Diaconi alcuni di voi sono forse affaticati per gli impegni gravosi, per la frustrazione a seguito di iniziative apostoliche non riuscite, per l'incomprensione di molti. Non perdetevi di coraggio! Abbandonatevi fra le braccia del Cristo: Egli vi ristorerà. Sia questo il vostro Giubileo: un pellegrinaggio di conversione a Gesù.”

domenica 14 settembre 2008

don francesco è parroco di san biagio v.m. di Marina di Minturno

Da oggi 14 settembre 2008, don Francesco Guglietta è il nuovo parroco di San Biagio Vescovo e Martire a Marina di Minturno (Comune di Minturno). Sono appena tornato dalla celebrazione presieduta da S. E. Mons. Fabio Bernardo D'Onorio alla quale hanno preso parte anche diversi sacerdoti e diaconi.
Anche don Francesco ha il suo diacono. Si chiama Rodolfo e già da diversi anni svolge il suo ministero in questa parrocchia.
Il rito è stato suggestivo e solenne. Impeccabile il servizio liturgico curato dal cerimoniere don Antonio Centola e da alcuni seminaristi. Il Vescovo, da Pastore, è stato attento e premuroso verso i fedeli assicurando la sua filiale protezione e benedizione. Mi hanno emozionato le parole di saluto di don Francesco che in questi giorni ha fatto visita al cimitero di Minturno dove sono sepolte le spoglie dei precedenti parroci: don Silvio e don Luigi. Don Francesco ha poi presentato le due chiavi di lettura con le quali interpreterà il suo ministero in San Biagio. Primo, il segno di Gesù Cristo; secondo, l'amicizia. "Voglio diventare vostro amico" ha ripetuto a più riprese "e lo voglio essere -ha proseguito- per i giovani, gli adulti, i nonni, le famiglie ecc... Un'altra attenzione sarà quella verso i poveri...". Anche a questo ingresso sono andato non da solo. Oltre a Franca c'erano anche Domenico e Lucia. A don Francesco e alla sua nuova comunità desideriamo augurare ogni bene.

don Natalino è parroco di san michele in Campodimele

In questa immagine scattata questa mattina potete vedere don Natalino Di Rienzo e il suo diacono Rocco Zannella. Una bella coppia, non c'è che dire.
Da oggi, 14 settembre 2008, don Natalino è il nuovo parroco di San Michele Arcangelo in Campodimele. Il paesino conta circa 6-700 abitanti ma è molto bello e la sua notorietà ha travalicato i confini nazionali. Infatti, tutti lo conoscono come il paese della longevità e, spesso, è finito sui quotidiani, sulle riviste e in tv.
Da oggi, dicevo, don Natalino è il parroco dell'unica parrocchia di questo paese che è anche classificato tra i "borghi" più belli d'Italia.
A don Natalino, che conosco da tanti anni, i miei più sinceri ed affettuosi auguri. A me si unisce tutta la mia famiglia Franca, Domenico e Lucia. Gli vogliamo un gran bene. E' un presbitero che, in umiltà, sa farsi prossimo di tutti quanti incontra sulla strada e, per dirla tutta, è un presbitero con la "P" maiscola. A questo punto don Natalino con il suo sorriso simpatico e accattivante direbbe: "Non so se mi spiego".

Stamattina alle 11.00 non potevo mancare a questo appuntamento con la storia della parrocchia di San Michele in Campodimele e della vita di don Natalino. Anche lui non è mai mancato, da quando lo conosco, alle cose importanti della vita della mia famiglia. Di questo lo ringrazio. Lo ringrazio per la sua vicinanza e la sua attenzione. Di questi tempi non è facile trovare presbiteri come lui. Ma grazie a Dio ci sono e, credo, che ce ne siano tanti altri.
A Campodimele, che dista dal mio paesino circa un'ora di macchina, sono andato con Franca. Con noi c'era anche don Luigi (il cappellano dell'Ospedale di Formia). (Sapete anche Lui -don Luigi- è un grande). La celebrazione è stata presieduta dal nostro Arcivescovo S.E. Mons. Fabio Bernando D'Onorio che sta dando un impulso nuovo alla nostra Chiesa. Prego perchè il Signore continui a guidare le sue decisioni. Don Natalino prende il posto del cugino, anche lui presbitero. Si chiama don Francesco e questa sera alle 18.30, don Francesco farà il suo ingresso come parroco nella parrocchia di San Biagio Vescovo e Martire di Marina di Minturno. Sarò presente anche a questo appuntamento e spero di scattare qualche foto per raccontarvi come è andata. Ancora una cosa. Belle e scoppiettanti le parole che don Natalino ha detto alla fine della celebrazioni. Molto toccante l'affidamemto del suo ministero in questa parrocchia al papà (defunto) e al cugino Germano (scomparso poco più di un mese fa a causa di una grave malattia).
Buon ministero don Natalino e Forza .....(come dici sempre tu).

lunedì 7 gennaio 2008

La funzione del diacono



Sul numero 147 della Rivista "il diacononato in Italia", periodico bimestrale a cura dell Comunità del diaconato in Italia è stato pubblicato un contributo di Bart j. Koet dal titolo: "Diaconi: tappa di una carriera?".

Lo scritto di Bart è molto interessante in quanto analizza il libro di Gibaut dedicato alla ricostrizione del diaconato e contemporameamente sollecita una più ampia riflessione sul ministeri dei diaconi, sulla loro funzione, sui compiti evidenziando che si tratta di una figura a se stante e autonoma nell'ambito dell'organizzazione della Chiesa. Dalla ricostruzione storica, suffragata, da una serie articolata e ampia di documenti risulterebbe che la figura del diacono ha una propria connotazione distinta da quella del presbitero. Lo stesso Gibaut cita diaconi eletti papi, di diaconi cardinali, l'ultimo dei quali il cardinal Teodolfo Mertel vissuto fino al 1899 non era presbitero e si recava a messa accompagnato dal suo segretario. Perfino il Cardinale Giacomo Antonelli (1808-1876) segretario di stato di Pio IX è un esempio di Cardinale diacono non presbitero. "IL tentativo di Gibaut di offrire un contributo alla restaurazione del diaconato-scrive Bart j. Koet- è stato, a mio avviso, efficace". Poi si chiede "Quale era, a quel tempo, il proprium del diaconato?...il diacono era per molti aspetti l'uomo di fiducia del vescovo, tanto che nei primi secoli egli poteva anche diventare il primo nella sua successione". L'invito allora è: "Cercare di nuovo le radici può fare ispirazione al rinnovamento di un diaconato che ritrova il diretto legame con le sue fonti". Una bella sfida da accogliere e rilanciare per dare corpo e visibilità ad un dibattito forte su una questione che ritengo importante per il futuro della Chiesa.

domenica 28 ottobre 2007

S.E. Mons. Bernardo Fabio D'ONORIO Arcivescovo di Gaeta



Puntualissimo S.E. Mons. Bernardo Fabio D'Onorio è giunto a Gaeta in Piazza Caboto dove è stato accolto dalle Autorità Civili. C'era il vice - sindaco di Gaeta (il Sindaco era in viaggio in Terrasanta) il Presidente della Provincia Cusani e il Presidente della Regione Lazio Marrazzo. Subito dopo si è recato in Cattedrale dove è stato accolto da tutto il clero. Qui dopo essersi seduto sulla Cattedra ha preso formalmente possesso della Arcidiocesi gaetana.


Un gesto semplice ma fortemente significativo come tutto nella Chiesa dove i segni sono simboli e i simboli sono capaci di trasmettere contenuti densi di profondi significati che, a volte, le parole nemmeno riescono a rendere.


Poi, preceduto dai ministranti, dai seminaristi dai diaconi e dai presbiteri, S.E. Mons. Bernardo Fabio D'Onorio è ritornato in Piazza Caboto dove ha avuto luogo la solenne celebrazione eucaristica alla quale hanno preso parte ben nove Vescovi del Lazio. Tra questi i due emeriti di Gaeta, S.E. Mons. Vicenzo Farano e S.E. Mons. Pier Luigi Mazzoni.
La celebrazione è stata sobria e solenne nello stesso momento e si è conclusa con l'offerta di un cero all'icona della Madonna da parte del vice sindaco di Gaeta al quale è seguito un breve ma intenso momento di preghiera.

sabato 22 settembre 2007

Il Messaggio di Mons. D'Onorio ai fedeli



Il messaggio rivolto ai fedeli

Il messaggio dell'arcivescovo di Gaeta al popolo di quella diocesi. «Alla Chiesa di Gaeta: Pace a voi. E' questo l'augurio grande e carico di ogni bene che Gesù, proprio nel giorno della sua Resurrezione, volle rivolgere ai discepoli, suoi amici. E questo vuol essere il mio primo saluto augurale a tutti della antica e veneranda Chiesa che è in Gaeta, irrorata dal sangue dei martiri Erasmo e Marciano. Il Papa
Benedetto XVI mi manda a voi e il Concilio Vaticano II ricorda che il Vescovo, in modo eminente e visibile, agisce nella persona dello stesso Cristo, pastore e sacerdote eterno. Con san Paolo ripeto che ho vivo desiderio di vedervi per comunicarvi qual­che dono spirituale perché ne siate fortificati, o meglio, per rinfrancarmi con voi mediante la fede in Cristo, che abbiamo in comune: infatti per voi sono vescovo, con voi sono cristiano e quinti tutti impe­gnati a rendere sempre più splendente e credibile la nostra Chiesa diocesana. Verrà allora a voi come Cristo buon Pastore per rinvigorire la vostra seco­lare fede cristiana per sollecitarvi ad essere assidui nell'ascoltare la Parola del Signore, il Vangelo, e nell'unione fraterna, nella frazione del pane eucari­stico e nelle preghiere. E tutto ciò che interessa l'uomo nel sociale interessa anche la Chiesa e sollecita la premura e t'attenzione del Vescovo. Accoglietemi come padre, come fratello, come ami­co. Insieme vogliamo annunziare, celebrare e testi­moniare Gesù, Salvatore di tutti gli uomini: questa grazia ce la ottengano Maria Santissima della Civi­ta, i santi Patroni Erasmo, Marciano e Benedetto, patrono d'Europa».
Accogliamo con grande gioia l'elezione di Mons. Fabio Bernardo D'Onorio ad Arcivescovo di Gaeta e innalziamo un grande grazie al Signore che ancora una volta ci colma della sua attenzione e del suo amore.
Al nostro amato Mons. Pier Luigi Mazzoni, Arcivescovo emerito di Gaeta giunga, invece, il nostro ringraziamento per quanto ha fatto per tutta la Comunità Diocesana.